lettera per le mie studentesse e per miei studenti

lettera per le mie studentesse e per miei studenti (e un po’ anche per noi) nel loro primo giorno di scuola

«Siamo un desiderio, non un algoritmo»: l'augurio di buon inizio agli studenti

Un invito ad affrontare il percorso scolastico come un viaggio di crescita, tra fiducia reciproca e passione per la scoperta.

Fabiana Cruciani
La Dirigente Scolastica, Prof.ssa Fabiana Cruciani

Carissime ragazze, carissimi ragazzi, queste mie parole le rivolgo a voi che vi accingete, con quel misto non traducibile di emozioni, entusiasmo, paure, ad affrontare il primo giorno di scuola. Anche per me è un inizio e spero, per questo, di trovare la vostra comprensione per le parole che sentirete “lunghe” e forse retoriche che vi sto dedicando.

Quest’anno inauguro l’anno scolastico di due scuole diverse, l’ITTS A. Volta e il Liceo Galileo Galilei di Perugia, scuole portatrici di storie e vissuti differenti ma accomunate da una grande idea di comunità e di radicamento in un territorio meraviglioso che, proprio oggi, celebra l’anniversario di quel 14 settembre 1860, anno in cui la nostra Perugia veniva liberata dal secolare dominio pontificio, scrivendo una grande pagina di storia risorgimentale. E siccome credo che niente accada per caso, voglio vedere in questa coincidenza l’auspicio di un felice cammino insieme che possa essere di crescita per tutti e per ciascuno di noi. Siete quasi 3000 studentesse e studenti e oggi cominciamo quel viaggio che si alimenterà, nel corso di quest’anno scolastico, del racconto di ognuno di voi.

Vi confesso che, quest’estate, mi sono emozionata molto a vedere tanti ragazzi della vostra età al cinema per la potente trasposizione cinematografica dell'Odissea di Christopher Nolan. Una lettura, quella di Nolan, per molti aspetti discutibile ma che mette al centro l’idea stessa del viaggio: un viaggio “tragicamente umano” non come traiettoria lineare o priva di ostacoli, ma come percorso in cui ogni tempesta, ogni errore e ogni sfida vissuta dai protagonisti diventa il mezzo necessario per scoprire la propria forza interiore e la propria identità.

Forse la scuola è questo, un viaggio che ci permette di attraversare delle sfide per capire quale sia la nostra “isola”. Ma rispetto a Odisseo, in questa traversata, non sarete mai soli. I vostri compagni di viaggio saranno i vostri docenti, i vostri ‘timonieri’ nei momenti di smarrimento e le guide pronte a indicarvi le rotte condividendo la passione stessa per la scoperta. Noi, compresa la vostra preside, abbiamo però bisogno di qualcosa che lega gli uomini dai tempi del nostro mitico Odisseo: la fiducia, quella fiducia reciproca, solida, che ci fa sentire alleati perché possiamo “affidarci” gli uni agli altri; quella fiducia che è “amica” della Speranza e che ci permette di credere nel vostro potenziale, anche quando voi stessi farete fatica a vederlo.

“Siamo un desiderio non un algoritmo”, ci ha ricordato Papa Leone e anche, e soprattutto, a scuola potremo rappresentare il nostro essere “creature desideranti” perché la scuola, anzi, le scuole che vi apprestate a frequentare saranno piene di quella Cultura che non è un freddo elenco di formule e nozioni da memorizzare, ma la “chiave” per accogliere una visione del mondo fatta di dialogo dove l’intelligenza artificiale è a servizio della nostra intelligenza. A volte non servono le scorciatoie dell’IA per fare le cose “belle”: riprendendo il nostro Nolan e a conferma delle mie parole, mi piace ricordare che nessuna scena della sua Odissea, neanche quella incredibilmente suggestiva dei Lestrigoni, è frutto dell’IA perché l’ingegno umano rimane e rimarrà la nostra forza e il viaggio di Odisseo la più meravigliosa delle avventure umane.

Grazie ragazze e ragazzi, e grazie a chi è arrivato fin qui, per il tempo che avete dedicato alla lettura di queste mie parole “troppo lunghe” che ho provato a scrivere con il cuore, l’unica arma di difesa che forse ci è rimasta contro la retorica dei nostri tempi confusi. E che cominci allora il nostro lungo viaggio, fertile in avventure e in esperienze — come dice il poeta — verso l’Itaca di ognuno di noi.

Buon vento care ragazze e cari ragazzi e… sempre in alto i cuori.

La Dirigente Scolastica
Prof.ssa Fabiana Cruciani